L’esame!
Che emozione!
Erano tanti, tanti anni che non affrontavo un esame.
Il corso:
3 sere la settimana dalle 18:00 alle 22:00, le uscite tutti i sabati e poi lo stage con ore passate in cammino insieme alla tutor.
Si lega con i compagni di avventura, ci si scambiano informazioni, idee, video. Il tema dell’ambiente è sempre centrale, la fauna, la flora, la geografia, la geologia, l’ecologia…… un concentrato di un’enormità di sapere.

Quanti stimoli e voglia di mettersi ad approfondire!

Con l’esame alle porte, tutte le dispense di tutte le materie sono la fonte da cui attingere. Ma quante ce ne sono?……..e allora studia, leggi, capisci, non capisci, chiedi ai compagni, ti confronti, inizia la paura, l’agitazione. Ce la farò?  Mi lascerò prendere dall’emozione? Dirò grandi cavolate all’esame?  … e con l’emergere di queste domande la concentrazione sullo studio svanisce. L’esame è domani, basta! Quel che so, so!
Vado a farmi una camminata e ripensando allo studio tutto mi sembra assolutamente confuso, la sensazione di non saper più nulla è molto presente. Provo a farmi delle domande e non riesco a rispondere, il vuoto (ma non quello bello che ti mete in pace con te stesso, quello di un precipizio). Eh sì, sarò bocciata! AIUTOOO

Prima prova, test a crocette in sala computer.

Quelle domande con 3 risposte, ingannevoli, simili, tutte che sembrano possibili ma solo una è quella corretta.  La commissione è vigile, silenzio. Non sembrano così difficili, allora forse la confusione del giorno prima non era reale, qualcosa so. L’esito è immediato, siamo passati tutti,
OLE’
Pausa e poi il test a domande aperte. Le leggo e URCA! ad alcune ho difficoltà a rispondere, ma nelle 3 ore, pensa e ripensa  sono riuscita a scrivere qualcosa in tutte.
Anche a questo test siamo passati tutti!
OLE’
Ed ecco l’orale, emozione, timore di far scappare la parola sbagliata, di ricevere la domanda a cui non ho una risposta,

io davanti alla commissione e ad alcuni insegnanti.

Tocca a me, mi siedo, la commissione mi mette a mio agio, racconto il mio progetto, mi fanno alcune domande e a quella cruciale, al posto di rispondere faccio agire tutta la commissione. Quale domanda sarà mai? 

‘Ma che movimenti fa fare durante le passeggiate?’

Così alla commissione è toccato fare un po’ del metodo Feldenkrais, ascoltare come stanno seduti e poi  mano sotto la natica a sentire gli ischi, qualche movimento, li faccio anche alzare in piedi e poi riascoltare se è cambiato il modo di stare seduti.

E’ andata bene!
Anche qui passati tutti.
OLE’

Un nuovo inizio.