Dal movimento raccogliamo tante informazioni che abbiamo acquisito con l’esperienza.

Guardando qualcosa o qualcuno che è in movimento riusciamo a capire la forza che ci mette, la direzione, se sta accelerando e tanto altro.

Non vi è mai capitato di vedere un bambino che lancia un oggetto? Il suo gesto non ha mai il solo fine di distruggerlo, ma di raccogliere informazioni che gli serviranno per potersi muovere nell’ambiente in sicurezza.

Se un oggetto viene verso di noi, in pochissimo tempo riusciamo a capire cosa fare evitarlo o per afferrarlo, e nel secondo caso, quanta forza metterci per evitare di romperlo o farci male. La velocità, la forma, il modo in cui si muove sono informazioni che percepiamo molto in fretta e che ci permettono di reagire di conseguenza. Vediamo cadere un pallone e magari lo lasciamo rimbalzare, mentre un vaso di vetro cerchiamo di afferrarlo.

Queste abilità di previsione e reazione sono talmente fondamentali per la nostra sopravvivenza che amiamo guardare artisti e sportivi nelle loro performance. Credo che questa ammirazione arrivi da qualcosa di molto profondo, è come se riconoscessimo in loro una possibilità di sopravvivenza maggiore.

Penso che gli sport con la palla siano i più apprezzati perché colpire una sfera e farla andare esattamente nel punto voluto e con la giusta forza sia una delle abilità più complesse. La sfera può prendere qualsiasi direzione, e per farla andare dove si vuole, bisogna conoscere il punto esatto dove colpirla calcolando la forza e la direzione da cui arriva.

Già, ma cosa centra la bicicletta elettrica in tutto questo? Il modo di pedalare, con poca forza, mi ha fatto venire in mente un episodio di Pippi Calzelunghe in cui guidava una bicicletta composta solo dal manubrio, sella e ruote che fluttuavano nell’aria e il suo modo di pedalare era uguale a quello delle biciclette elettriche. Senza la forza necessaria per far andare avanti una bicicletta tradizionale. Nel film era una magia, che ho ritrovato nelle biciclette a pedalata assistita. Le prime che abbiamo visto per strada sono sicura che ci hanno un po’ destabilizzato, capivamo che c’era qualcosa di strano, che non era possibile, per l’esperienza vissuta fino a quel momento, che con così poca forza la bicicletta potesse andare così veloce. La nostra esperienza ci fa distinguere con facilità il tipo di bicicletta.

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