ragazza che sorride e guarda in altoArgomento difficile. Accettare gli errori non è per nulla facile.

Gli errori spaventano, ci ricordano la matita rossa sui quaderni, l’essere sgridati da bambini. Toccano le corde della nostra insicurezza, la sensazione di non essere all’altezza. Nelle nostre lezioni spesso le persone ci chiedono se stanno sbagliando, temono di fare male.

Una delle cose che più ho amato del Metodo Feldenkrais la prima volta che l’ho provato è il modo gentile in cui l’insegnante accompagna la sperimentazione della lezione.

Errore o opportunità?

Nel Metodo Feldenkrais l’errore si chiama variazione. Potremmo dire che le lezioni sono solo composte da una serie di “errori” che poi portano alla scoperta di una sensazione di integrità e di presenza molto forte.

Ecco cosa si impara: la libertà di sbagliare.

Quando accettiamo gli errori?

Quando invece di chiamarli sbagli, li chiamiamo esperienze, esperimenti, prove, ecco che fanno meno paura, sono gestibili. È solo il confronto tra ciò che funziona e cosa no che ti permette di scegliere per il meglio.

Nelle  lezioni si impara a trasformare il concetto di errore in opportunità da esplorare, solo così puoi confrontare diverse modalità d’azione, per andare poi  verso la direzione del piacere, della morbidezza, della comodità.

Colpevolizzarsi e apprendere: due approcci antitetici

Non vale solo per il movimento. Pensate ad esempio per un errore in un conteggio contabile. Questo sì che è un problema! Giusto? Qui si può pensare a una distrazione oppure a qualche resistenza interiore che non ti fa fare bene quello che si dovrebbe.

Attenzione, è la tensione emotiva con cui ci avviciniamo allo sbaglio che ci farà apprendere o meno dall’esperienza. Se ci sentiamo schiacciati emotivamente dallo sbaglio, sarà lì che dobbiamo andare a indagare. In questo caso, non stiamo apprendendo nulla,  la mente non è aperta e libera di apprendere. Ci stiamo solo colpevolizzando e l’errore potrebbe ripresentarsi.

Portare su un terreno neutro lo sbaglio, come fa il Metodo Feldenkrais, può aiutare molto. Si riparte e si scoprono nuove possibilità senza denigrarsi, ma con curiosità.

Cosa fare nella vita di tutti i giorni?

Io sono molto critica verso me stessa, conosco bene quella la voce interiore che ci sgrida. Credo di aver trovato, anche grazie al mio lavoro, una strategia per non lasciarmi schiacciare. Uso semplicemente quello che ho appreso con il Feldenkrais. Ringrazio l’errore perché mi da l’opportunità di individuare nuove strategie in quei compiti quotidiani in cui rischio di commettere sbaglio. Dunque, aumento la mia creatività perché cerco soluzioni o accorgimenti preventivi e smetto di essere vittima ( della voce interiore)  e succube della paura di sbagliare ma protagonista delle mie azioni.