ragazzino che guarda fuori dalla finestra

Viviamo in un fast world, in cui siamo sempre connessi, quindi sempre potenzialmente disponibili, in cui ci è richiesto di fare e conoscere sempre più cose e ad essere mediamente esperti di tutto ( Alain Deneault ha scritto che siamo nell’epoca della medioocrazia). La competizione poi è molta e bisogna far tutto perfetto.

Questo stile di vita che molto silenziosamente ma in modo potente si è insinuato nelle nostre vite ci porta a sostenere altissimi livelli di performance e rischiamo feroci auto-critiche.

Eccone 3:

  1. Tutto ma proprio tutto ( lavoro- famiglia-amicizie-spiritualità-amore) deve essere perfetto e a noi spetta cavalcare la cresta dell’onda di una vita idilliaca
  2. Nel mondo moderno non possiamo esssere pigri. Bisogna fare!
  3. Un’altra grave pecca è essere lenti. Non si può rimanere in dietro.

Chi più, chi meno abbiamo tutti accusato il colpo di un’epoca che ci vorrebbe perfetti. Sappiamo razionalmente che non è possibile ma alla fine un po’ ci si casca.

Posso dire che grazie al Metdo Feldenkrais ho trovato degli strumenti d’aiuto. Le lezioni sono solo apparentemente molto semplici, nascondono invece piccole insidie e tranelli che non si superano se non si accettano le regole del gioco che sono smettere di sfidarsi, riposarsi e andare piano ( almeno all’inizio) per cercare nuove strategie per un movimento più organizzato.

Antidoto alla perfezione a tutti i costi

Comincia a considerare le imperfezioni come sperimentazioni. Nelle lezioni Feldenkrais si fanno un sacco di errori, di sbagli, di movimenti poco opportuni. Solo continuando a provare e riprovare si scopre come fare bene qualcosa e non ad agire in modo stereotipato. Guardare ai propri errori con benevolenza con la voglia di apprendere per costruire, ci fa sentire di gran lunga meglio. L’atteggiamento è quello della curiosità e non del giudizio.

Antidoto al fare, fare senza fermarsi

Le nuove idee nascono quando si pela una carota o si è all’aria aperta. Scommetto che ti è già capitato.

Per sperimentare è necessario liberare la creatività, le nuove idee non nascono con la tensione, ma quando la nostra mente è disponibile. Tutto il nostro organismo, ( dunque anche il nostro cervello), ha bisogno di pause per creare, per trovare nuove soluzioni. Chi si riposa molto sta lavorando molto! Vi assicuro che nelle lezioni Feldenkrais è così! 😉

Prenditi un appuntamento con te stesso, per imparare qualcosa di nuovo, per giocare con la fantasia. Basta un’ora a settimana ma più sei giù, più ne hai bisogno!

Antidoto alla paura di rimanere indietro

Ci vuole tempo per pensare e per osservare. Chi agisce senza pensare, farà le cose a caso e se in qualche modo funzioneranno, agirà di lì in seguito in modo automatico, senza pensarci.

Essere lenti può essere un trampolino di lancio fantastico. Ti permette di riflettere,osservare, paragonare. Nel Feldenkrais la lentezza è necessaria per imparare a essere presenti a se stessi, per ascoltarsi. È un mezzo, non un fine. L’azione diventa poi efficace, con il massimo risultato e il minimo sforzo e veloce, velocissima se vuoi!